Ricerca e Sviluppo materie prime

La ricerca e lo sviluppo di materiali innovativi è essenziale al fine di progettare e realizzare pneumatici sempre più sostenibili, che garantiscano minori impatti ambientali, maggiori sicurezza di guida ma anche efficienze di produzione.

A riguardo Pirelli ha attivato Joint Development Agreements, ad esempio sullo studio di nuovi polimeri per resistenza al rotolamento, prestazioni a basse temperature, percorrenza chilometrica e tenuta su strada.

Sempre secondo il Modello di Open Innovation, Pirelli lavora con le università per sviluppare una gomma naturale proveniente da fonti differenti rispetto all’albero della gomma. La ricerca è volta a diversificare le possibili fonti di approvvigionamento, così diminuendo la  pressione sulla biodiversità dei paesi produttori e permettendo all’azienda di affrontare con maggiore flessibilità l’eventuale scarsità di materie prime.

E’ inoltre allo studio una nuova tecnologia di de-vulcanizzazione selettiva per il riciclo di materiali derivanti da pneumatici fuori uso, che consenta una riduzione significativa dei costi di produzione nonchè del relativo impatto ambientale.

La Ricerca & Sviluppo Pirelli si concentra inoltre:

  • sui biomateriali, come la silice da fonte rinnovabile
  • su silici ad alta dispersione per tenuta sul bagnato, resistenza al rotolamento, percorrenza chilometrica;
  • su neri di carbonio ad alte prestazioni e di derivazione da competizioni per tenuta estrema;
  • su Nanofiller per mescole più stabili, strutture più leggere e liner ad alta impermeabilità

Focus: dalla lolla di riso alla silice

Uno dei principali biomateriali su cui Pirelli ha concentrato la propria ricerca è la silice da lolla di riso, di cui ha già industrializzato il processo. La produzione di questo biomateriale è infatti già in atto presso impianti brasiliani del Gruppo. Entro il 2015 infatti il 30% della silice utilizzata da Pirelli in America Latina sarà di derivazione vegetale.

La produzione della silice partendo dalla lolla di riso (ovvero l’involucro esterno del grano di riso) consente, oltre al recupero di materia e di energia, anche una significativa riduzione del quantitativo di CO2 generato rispetto alla produzione di materiale tradizionale.

Nello specifico, la lolla contiene al suo interno circa il 20% di silice, il restante 80% è a sua volta in buona parte costituito da sostanza organica che, mediante combustione, genera l’energia necessaria al processo.

La cenere ottenuta contiene un’altissima percentuale di silice grezza, che nelle fasi successive del trattamento viene resa adeguata all’utilizzo come materia prima per pneumatici. Il processo descritto presuppone una lavorazione a temperature di qualche centinaia di gradi, ma in ogni caso inferiori a quelle del processo tradizionale. L’assenza di combustibili fossili nel processo di lavorazione e la conseguente riduzione delle emissioni di gas serra sono tra i principlai vantaggi di questa tecnologia.

La produzione Pirelli di silice da lolla di riso è un chiaro esempio di quanto l’innovazione nel campo dei materiali possa contribuire sia alla valorizzazione di sottoprodotti che altrimenti sarebbero solo in parte riutilizzati, sia all’eco-sostenibilità dei processi produttivi. Il tutto a fronte di vantaggi economici immediatamente correlabili all’efficienza di processo.