Le Relazioni industriali

La politica di relazioni industriali adottata dal Gruppo si fonda sul rispetto del dialogo costruttivo, della correttezza e dei ruoli. Garantire e rispettare il libero svolgimento delle attività sindacali è uno dei valori cardine su cui Pirelli fonda il proprio sistema di gestione delle risorse umane.

I rapporti e le negoziazioni con il sindacato sono gestiti localmente da ogni affiliata, sempre nel rispetto delle leggi, dei contratti collettivi nazionali e/o aziendali, di usi e prassi vigenti in ciascun Paese. A tale livello si affianca il ruolo svolto dalle funzioni centrali, che coordinano le attività e garantiscono che i principi sopra menzionati siano osservati in tutto il Gruppo.

Nel corso del 2011, tale attività ha raggiunto importanti risultati negoziali nell’ambito del rinnovo dei contratti collettivi in diversi siti del Gruppo come avvenuto in Argentina, Venezuela, Messico, UK, Spagna, Germania, Egitto ed in Romania ove si è anche recepita la nuova normativa rumena in materia di rappresentanza sindacale.

A ciò va aggiunto l’importante ruolo svolto in Italia con la avvenuta sottoscrizione di tre accordi integrativi aziendali riguardanti i siti di Milano Bicocca, Bollate e Figline Valdarno.

Sempre in Italia l’Azienda ha inoltre proseguito il processo di ristrutturazione e riorganizzazione del Polo industriale di Settimo Torinese, già avviato nel 2009. In particolare, nel corso del mese di novembre è stato sottoscritto con le rappresentanze sindacali e le organizzazioni sindacali ter ritoriali un accordo avente ad oggetto la condivisione, definizione e gestione del Progetto industriale 2012/2013 che prevede ulteriori investimenti complessivi pari a circa 27,5 milioni di euro finalizzati al ribilanciamento delle produzioni Truck e Car, in coerenza con le linee guida del Polo volte a favorire le produzioni Car a maggior valore aggiunto (Premium). Con tale accordo sono state altresì concordate le modalità di gestione delle criticità occupazionali al fine di garantire una gestione non traumatica prevedendo a tal fine il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Nel sito produttivo di Arese di Pirelli Eco Technology SpA è stato posto in essere un piano di contenimento dei costi per fronteggiare le conseguenze del drastico calo di vendite dei sistemi retrofit registrato ad inizio anno e causato dalla mancata emanazione delle preannunciate normative in materia di tutela ambientale. Nell’ambito di tale piano sono stati siglati due specifici accordi con le rappresentanze sindacali e le organizzazioni sindacali territoriali, con i quali si è dato atto della realizzazione del nuovo piano industriale e si sono concordate le modalità di razionalizzazione della struttura organizzativa societaria favorendo la ricollocazione in Pirelli Tyre SpA dei profili dichiarati eccedenti.

Con riferimento allo stabilimento di Bollate, si segnalano due importanti accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali nel mese di febbraio e novembre. Si è dunque previsto per il triennio 2011 -2013 un piano di investimenti in ambiente, sicurezza sul lavoro e prodotto per un ammontare complessivo di 10 milioni di euro, in sintonia con la strategia “green technology”. Inoltre, è stato concordato un nuovo schema di turnazione articolato su 19 turni settimanali in sostituzione del precedente sistema a ciclo continuo , allo scopo di assicurare una gestione degli assetti produttivi improntata a maggior efficienza.

In linea con l’approccio sostenibile dell’Azienda, a fronte dei processi di ristrutturazione sono state adottate politiche di ricollocazione professionale mediante accordi quadro con società di primaria importanza aventi come oggetto piani di outplacement.

Nel rispetto delle normative di legge e/o contrattuali locali, le citate azioni di razionalizzazione organizzativa e produttiva volte al contenimento dei costi sono state attuate da Pirelli con preventiva e/o tempestiva informazione alle organizzazioni sindacali e/o rappresentative dei lavoratori a livello di ciascun sito.

Le relazioni Industriali partecipano infine all’impegno del Gruppo in tema di Salute e Sicurezza attraverso l’attivazione, in molte delle realtà in cui è presente Pirelli e in funzione delle legislazioni vigenti nei diversi paesi, di forme di coinvolgimento del sindacato. In particolare in molti stabilimenti sono presenti comitati misti azienda - rappresentanti sindacali nei quali vengono periodicamente monitorati e affrontati, con il supporto degli specialisti, i temi correnti e i piani/programmi di sensibilizzazione ed intervento in una prospettiva di dialogo continuo finalizzato al miglioramento delle varie attività svolte da Pirelli a salvaguardia della Salute e sicurezza  dei propri lavoratori. Un esempio a riguardo, l’accordo di Bollate sopracitato.

Il Comitato Aziendale Europeo (CAE)

Il Comitato Aziendale Europeo (CAE) Pirelli, costituito nel 1998, si riunisce in sede ordinaria una volta all’anno a seguito della presentazione del Bilancio di Gruppo, per essere informato sull’andamento economico, sulle previsioni economico finanziarie, sugli investimenti realizzati e programmati, sui progressi della ricerca, ecc..

L’accordo istitutivo del CAE prevede la possibilità di realizzare ulteriori incontri in sede straordinaria per adempiere agli obblighi d’informazione dei delegati, alla luce di eventi di portata transnazionale concernenti rilevanti cambiamenti degli assetti societari: apertura, ristrutturazione o chiusura di sedi, importanti e diffuse innovazioni nell’organizzazione del lavoro.

I delegati CAE sono dotati degli strumenti informatici necessari allo svolgimento della propria funzione, nonché del collegamento alla intranet aziendale utile ai fini della diffusione in tempo reale dei comunicati stampa ufficiali. In sede di incontro annuale con la Direzione Relazioni Industriali previsto per il mese di febbraio 2012 i membri del CAE saranno informati sull’andamento economico annuale di Gruppo e sul contenuto del Piano Industriale.

Il Comitato è attualmente costituito da 14 membri provenienti dalle sedi dei Paesi aventi diritto di rappresentanza nel Comitato medesimo, ovvero Italia, Germania, Spagna, Francia, Romania e UK.

Rispetto delle prescrizioni legislativo-contrattuali in tema di lavoro straordinario, riposi, divieto di lavoro minorile e obbligato

La politica del Gruppo è da sempre caratterizzata dal rispetto delle prescrizioni legislative e/o contrattuali in materia di orario di lavoro, ricorso al lavoro straordinario e diritto alle giornate periodiche di riposo.

Questi argomenti sono sovente materia di intese a livello sindacale, nel rispetto delle peculiarità normative di ciascun Paese. La fruizione della totalità dei giorni di ferie, quale diritto di ogni lavoratore, non subisce alcuna restrizione. Il periodo viene generalmente concordato fra dipendente e Azienda.

Come anche dichiarato nella “Politica di Responsabilità Sociale”, Pirelli non ricorre a forme di lavoro minorile, né a tipologie di lavoro forzato o obbligato. Anche in conformità alle prescrizioni dello Standard internazionale SA8000®, adottato sin dal 2004 come strumento di riferimento per la gestione della responsabilità sociale presso le proprie affiliate, Pirelli verifica l’applicazione delle prescrizioni in tema di sostenibilità sociale ed in particolare di rispetto dei diritti umani e del lavoro tramite audit periodici commissionati a società terze specializzate. Ciò, ovviamente, a valle del costante coordinamento e monitoraggio da parte delle funzioni centrali. Particolare attenzione è riservata alla sostenibilità dei siti Pirelli (ma anche dei fornitori) operanti nei paesi emergenti e cosiddetti a rischio (dalla definizione countries of concern di EIRIS).

Gli Auditors effettuano le verifiche in base a una checklist di parametri di sostenibilità derivanti dallo standard SA8000® (strumento di riferimento ufficialmente adottato dal Gruppo per la gestione della responsabilità sociale sin dal 2004), dalla Politica Pirelli di  Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza, Diritti nel lavoro e Ambiente e dal Codice Etico di Gruppo.

Già nel 2008 furono effettuati audit nei siti aziendali in Turchia, Brasile, Venezuela, Argentina, Egitto, Cina, Romania, Colombia, Messico e Cile.

Nel corso del 2011 Pirelli ha commissionato nuovi audit di terza par te che hanno interessato i siti produttivi presenti in Argentina, Venezuela, Brasile, Cina, Egitto, Turchia, Romania.

Tutti i managers delle Affiliate coinvolte dagli Audit sono stati adeguatamente formati e sensibilizzati su oggetto e modalità di audit da parte delle funzioni centrali preposte: Sostenibilità e Relazioni Industriali.

Gli Audit, ognuno della durata media di almeno tre giorni in campo, hanno incluso attività estensiva di intervista ai lavoratori, al management ed ai rappresentanti sindacali.

Le non conformità emerse, peraltro non gravi, sono state oggetto di piani di azione concordati tra i Responsabili locali ed il management centrale.

Nel processo di monitoraggio delle azioni intraprese, a partire dal 2012 sarà direttamente coinvolta la funzione Internal Audit, che in Pirelli ha spiccata caratteristica di indipendenza in quanto risponde al Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la Corporate Governance di Pirelli, composto di soli amministratori indipendenti.

Contenzioso del lavoro e previdenziale

Nel corso del 2011, come in passato, il contenzioso lavoristico e previdenziale è stato contenuto grazie al mantenimento di un trend di bassa conflittualità, sostanzialmente in linea con l’anno precedente.

Permane una condizione di contenzioso elevato in Brasile, tale da costituire, come negli anni scorsi, circa il 90% delle cause oggi in atto nell’intero Gruppo. Il contenzioso giuslavoristico è un fenomeno molto diffuso nel Paese ed è legato alle peculiarità della cultura locale; in quanto tale, non riguarda solo Pirelli ma anche le altre multinazionali operanti nel territorio. In genere, le cause lavoristiche si instaurano al momento della risoluzione del rapporto di lavoro e vertono soprattutto su aspetti di interpretazione normativa e  contrattuale controversi ormai da anni.

È rilevante l’impegno dell’Azienda al fine sia di prevenire che di risolvere tali conflitti - per quanto possibile alla luce dell’elemento culturale citato - anche attraverso procedure di conciliazione.

Gli indici di sindacalizzazione e le agitazioni sindacali

È impossibile valutare con precisione il tasso di sindacalizzazione del Gruppo, in quanto non in tutti i Paesi in cui Pirelli è presente (oltre 160 paesi in quattro continenti) tale informazione è rilevabile. In ogni caso, si stima che circa la metà dei dipendenti Pirelli sia iscritta a un sindacato. La percentuale di lavoratori coperti da contratto collettivo nel 2011 cresce rispetto agli anni precedenti e si attesta all’82% rispetto al 78% di 2010 e 2009. Il dato rimane connesso alle differenze storiche, normative e culturali dei diversi contesti nazionali.

La conflittualità complessiva registrata nel 2011 è stata piuttosto contenuta e in linea con quella rilevata nel 2010. Le agitazioni verificatesi nel corso dell’anno hanno riguardato soprattutto l’Italia e sono state incentrate su aspetti prettamente gestionali e/o di organizzazione del lavoro nonché su azioni di sostegno a tematiche di rilevanza politico /sindacale a carattere nazionale.

Piani pensione integrativi e piani sanitari integrativi

Nel Gruppo sono presenti fondi a beneficio definito: in UK (il fondo èstato chiuso per tutti i dipendenti attivi a far data dal 1 aprile 2010), in USA (fondo chiuso alcuni anni fa per i dipendenti attivi a favore dell’introduzione di uno schema a contribuzione definita che, da allora, copre solo i pensionati ma non è legato alla crescita salariale) e in Germania (piano chiuso ai nuovi assunti a partire dal 1982). Altri fondi a beneficio definito, le cui passività non sono di ammontare particolarmente significativo, esistono in Olanda.

Il Gruppo, inoltre, mantiene presso le affiliate i diversi piani sanitari integrativi previsti dall’Azienda in relazione alle necessità locali. Questi si differenziano da paese a paese per livelli di destinazione e forme di copertura offerte. I piani sono gestiti da assicurazioni o fondi appositamente creati, cui l’Azienda partecipa versando una quota fissa come avviene in Italia, o un premio assicurativo come accade in Brasile e in USA.

Per la valutazione economico-patrimoniale dei sopracitati benefici si rinvia alle note 24 (Fondi del personale) e 32 (Costi per il Personale) del Volume A - Relazione finanziaria annuale al 31.12.2011.